IL SEI KI di KYOKO KISHI

La presentazione del SEI KI non può che inziare con questa poesia di Akinobo Kishi ( che ha creato e sviluppato questa tecnica) in cui è espressa l’essenza stessa del SEI KI:

„mano
morbida e calda quando tocca
si espande e raggiunge ogni livello e ogni spazio
sapendo dove deve toccare
non ha alcun dubbio, alcuna esitazione
è lenitiva
è la pienezza centrata nel cuore
porta alla sensazione di essere cullati
permette al Ki dal cielo di passare attraverso di te
porta via la disarmonia:
rinascere attraverso il tocco“


Un altro aspetto fondamentale del Sei Ki, che verrà presentato al Convegno, lo troviamo in questa storia del Chuang-Tzu : “Un giorno un operaio, passando vicino al re, gli chiese cosa stesse leggendo. Il re anche se stupito per essere stato interpellato in questo modo così diretto da un operaio, rispose che stava leggendo i grandi filosofi. L’operaio tranquillamente gli disse che non si può evincere l’essenza di nulla solo dalle parole. Il re irato, ma anche incuriosito per la sfrontatezza dell’operaio, gli chiese di spiegarsi meglio “L’operaio disse che aggiustava ruote e che sebbene delle sue abilità molto potesse essere spiegato, i dettagli più importanti potevano essere appresi solo attraverso l’esperienza diretta e ripetuta; la sensazione precisa di una buona giuntura e di una curva corretta ad esempio. Perché voi volete leggere gli avanzi delle persone morte ?”
Noi abbiamo abbondanza di libri, guide per un apprendimento sicuro, che ci spiegano in dettaglio teorie e tecniche con ampie e complete illustrazioni. Il Sei KI si fonda sul fatto che l’essenza delle cose è percepibile attraverso l’esperienza, è guardando nella natura umana e vedendo le cose come sono.
Il lavoro di Akinobo Kishi, ora testimoniato da me, ha questa connotazione che è nella tradizione giapponese, come in tutte le tradizioni prima che si creasse la frattura tra spirito e materia o tra filosofia e scienza.
Oggi l’attualità e l’importanza di questo pensiero e di questa tradizione ci viene riconsegnata proprio dalla scienza che presenta una forte tensione al superamento di questa dicotomia.

Per esempio grazie alla collaborazione di scienza e tecnologia è ora possibile vedere lo stato “mu shin” della mente (termine che viene tradotto ‘mindlessness’ e anche ‘mente vuota’).
Nel racconto tratto dal Chuang-Tzu è interessante sottolineare come l’operaio che riparava ruote, senza sottovalutare l’importanza della tecnica che può essere spiegata, affermi che i dettagli più importanti delle sue abilità potevano essere appresi solo attraverso l’esperienza diretta e ripetuta. E che una buona giuntura e una curva corretta sono una sensazione precisa.
Questa precisa sensazione è anche un’esperienza sostenuta dalla “serenità” e dalla “mindlessness”
Questa è la sintesi del lavoro del Sei ki.

Nel mio intervento, teso anche a mostrare come il Sei Ki valorizzi l’altro, condividerò gli esercizi per sviluppare un corpo vivo e percettivo. Proporrò il Gyo ki, un esercizio di base per sperimentare la risonanza, la possibilità di entrare in risonanza con l’altro, ed esercizi per lo sviluppo fisico di Hara e di Koshi. Questi esercizi potranno essere utili per comprendere come Hara non abbia solamente una valenza fisica. Hara ha infatti anche una valenza più ampia che potrebbe essere meglio definita come una sensazione/esperienza. Come uno spazio senza forma.
Partendo da queste tecniche e da queste spiegazioni mostrerò il loro sviluppo e il loro utilizzo nel trattamento Sei Ki che mostrerò; proponendo a tutti di fare, con la mia guida, questa esperienza.

Lo Shiatsu Namikoshi per il trattamento dell’Allergia Respiratoria, di Saskia De Veer

In questa sequenza alcune parti vengono direttamente dalla preziosa Tecnica Base dello Shiatsu Namikoshi. È un trattamento bellissimo da fare preferibilmente all’inizio dell’anno come prevenzione, per rafforzare il corpo prima della diffusione dei pollini.
Extra: poiché credo che rispettare e valorizzare l’altro sia fondamentale nel nostro lavoro, insegnerò una pratica di protezione che proviene dal JinShinDo. Noi la eseguiamo ogni giorno in classe.
Evidenzia che il rispetto e il dar valore sono importanti non solo verso i nostri riceventi, ma anche e molto verso noi stessi.

Anatomia Energetica, Valorizzare tutti gli Aspetti di Ognuno di Noi, di Nicola LEY (Pooley)

Questo Workshop si basa sul lavoro iniziato e sviluppato della mia cara amica ed insegnante Pauline Sasaki. Uno degli aspetti, delle caratteristiche, del lavoro che lei ha chiamato Quantum Shiatsu è il passaggio, la transizione, tra i diversi stati dell’Essere Umano.
Il nostro corpo fisico, è composto da elementi materiali: ossa, organi, ecc. ecc. ma esso include anche la sua parte energetica: il nostro respiro, il battito cardiaco e gli impulsi elettrici del nostri pensieri.
Il Corpo Eterico include tutto il nostro Essere ed è un riflesso dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e della nostra fisicità. Il Corpo eterico comprende anche i meridiani che rappresentano il ponte, il collegamento tra i diversi corpi.
C’è poi quell’aspetto che Pauline ha chiamato la “Griglia” che è il modo in cui l’energia si organizza a livello spirituale. Questo aspetto include il Corpo Astrale che ci collega con il Tutto. Anche i meridiani possono collegarsi con lo Spirito degli organi, come ad esempio con il Po, l’anima mortale collegata con i Polmoni.
In questo Workshop sperimenteremo questi diversi stati con delle semplici pratiche di QiGong ed esercizi sull’energia. Li osserveremo in ognuno di noi rispettando i diversi aspetti che ci rendono umani. E, naturalmente, ci collegheremo con questi aspetti attraverso lo Shiatsu.

L’eredità di mio padre Shizuto Masunaga, di Haruhiko Masunaga

Shizuto Masunaga ha dedicato la sua vita allo shiatsu e al suo sviluppo, lasciando a noi il percorso dello shiatsu dei meridiani da lui stesso iniziato. In quest’occasione verranno ripresi alcuni contenuti dei testi “Zen shiatsu” e “Anpuku zukai” per comprendere in modo più chiaro il reale significato dello shiatsu del maestro Shizuto Masunaga.
DIMOSTRAZIONE PRATICA: presentazione del trattamento della zona lombare e delle articolazioni.

Il senso e lo spirito del tocco nello shiatsu, di Pia Staniek

“tutto quello che è reale nella vita è l’incontro – con se stessi, con gli altri.”
Martin Buber

Noi tutti veniamo da ambienti diversi e abbiamo scelto lo shiatsu come una nuova direzione. Ma quale tipo di esperienza ci ha spinto a decidere di seguire questa strada? E’ stata l’emozione sperimentata come ricevente o come studente shiatsu che ha suscitato qualcosa di speciale in noi? Nel mio caso il miracolo accadde 40 anni fa quando un mio collega fisioterapista mi offrì di provare un breve trattamento shiatsu. Quello che mi colpì immediatamente furono delle brillanti linee blu che vidi scorrere nel mio corpo. Ancora di più mi colpì il profondo, ma gentile e rispettoso tocco continuo che mi raggiunse in un modo sconosciuto. Da quel momento ho desiderato imparare a toccare i miei pazienti nello stesso modo in cui ero stata toccata io.
In che modo il tocco influisce su di noi? Il tatto è il primo senso che si sviluppa nell’embrione. Più tardi nella vita noi impariamo a sentire empatia, ad essere connessi e infine a provare l’importate sentimento di appartenenza. Ci rendiamo conto di quanto questo sia importante quando incontriamo chi si trova in uno stato di depressione. Senza essere toccati non saremmo in grado di sopravvivere nei primi due anni di vita.
Nessun tocco o un tocco nocivo danneggia il corpo e l’anima. Se questo senso è così essenziale per la vita e la sopravvivenza come mai è quello meno investigato dalla ricerca scientifica?
All’inizio c’era il tocco. Nell’affresco di Michelangelo “la creazione di Adamo” la consapevolezza umana è simbolicamente collegata alla divinità tramite il tocco.
Quello che noi tocchiamo ci tocca anche – e questo collega il tocco a un più ampio principio olistico. E’ una trasformazione – l’essere umano non è più separato da Dio. Tramite il tocco l’essere umano riconosce la divinità in sé stesso e in questo modo la possiede. Si può chiamare questo un “cambio di
consapevolezza” o perfino “il diventare coscienti”.
Se riferiamo questa metafora allo Shiatsu, noi sperimentiamo questa sensazione quando entriamo in risonanza con l’energia e non sentiamo più la separazione. Perfino due mani diventano una quando entrano in contatto. Tutte le parti e gli aspetti di una persona creano un campo di energia che è l’intero. Noi siamo connessi non solo con gli altri esseri umani ma anche con la vita e la natura.
Come professionisti ci sentiamo supportati da queste forze curative.

Qualche volta però perdiamo questa connessione. In questi momenti dovuti ai troppi pensieri, alle paure, alle aspettative, alle intenzioni, ecc… abbiamo
bisogno di guardare all’indietro e prendere un momento per riallinearci, per essere focalizzati sul qui ed ora, per sorridere e dimenticarci di noi stessi.
Allinearci significa diventare consapevoli di noi stessi, fisicamente, emozionalmente, mentalmente e speriamo anche spiritualmente. L’energia connette e vuole essere connessa. Questo deve essere il nostro approccio e contributo nello Shiatsu.
Dobbiamo riconoscere ed acquisire un percorso personale. Includendo il dolore, le scelte consce e inconsce, le distorsioni, la confusione, la compensazione, la separazione, la paura. Come possiamo fare ciò? Io inizio da me stessa diventando conscia del mio stato effettivo, allineando me stessa e poi aprendo la mia consapevolezza ai miei pazienti. Accettando le loro situazioni attuali e le loro condizioni e – riferendomi al tema del convegno – valorizzando ciò che è e il modo in cui l’energia trova la sua personale ed unica strada. Quando abbiamo un atteggiamento aperto e con stupore, prendendosi cura dell’energia della persona, la parte nascosta, trascurata, isolata, sommersa o dimenticata può svelarsi e diventare viva di nuovo. In questo modo lo Shiatsu aiuta a riconnettere e ad integrare (non sintomi isolati) estremità perdute usando le risorse e il potenziale. Questo è vero per me come persona e come professionista. Inoltre noi siamo consapevoli che professionisti e riceventi lavorano insieme. Il professionista propone ed invita l’energia e ascolta la risposta. La risposta del ricevente stimola un’altra reazione e così via.
Con lo shiatsu noi sempre non tocchiamo soltanto il corpo ma addirittura la vita e lo spirito della persona. Il tocco profondo connette tutti gli strati ad ogni livello e si diffonde nell’essenza intima della persona. Contiene qualsiasi cosa che produce apertura e crescita.
Lo shiatsu bussa gentilmente alla porta e apre stanze che spesso restano chiuse. Porta il coraggio e la buona volontà di impegnarsi completamente con sé stessi e gli altri. Risveglia la voglia di “tornare a casa da sé stessi” e di sentirsi lì i benvenuti.

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