In questa sezione sono riportati gli abstracts dei singoli interventi dei relatori del Convegno Nazionale FISieo 2018 secondo l’ordine di presentazione delle relazioni nel programma 

 

“IL TERZO PARADISO”
persone in connessione multidimensionale tra cielo e terra 
Vivere il Manifestarsi della Condivisione ” – Relatore Claudio Micalizzi

Questa proposta nasce dall’affinità che sento con il tema dell’arte e dell’espressione, nello specifico dalla suggestione simbolica che il progetto “Terzo paradiso” del maestro M. Pistoletto suscita e muove.

Questo simbolo ci riporta alla “Condivisione tra elementi” e per mezzo della connessione dei due cerchi esterni ci conduce alla nascita di una nuova possibilità, che il maestro Pistoletto indica come:

“Nascita di una nuova civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza.”

…Il termine paradiso deriva dall’antica lingua persiana e significa

“giardino protetto”.

Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita

Michelangelo Pistoletto, 2003


Il pensiero simbolico e l’espressione artistica rappresentano le peculiarità fondamentali dell’essere umano e nel lavoro dello shiatsu questa consapevolezza produce una trasformazione della persona, attiva una potenzialità creativa ed una maggiore profondità di lavoro.

“Il focus del lavoro sarà l’idea che la “Condizione Di Condivisione” realizzata per un certo tempo, in uno spazio di lavoro definito, per mezzo di una zona di contatto, attiva uno “stato d’animo” che diventa produttore di un sentire che vede e percepisce scelte di lavoro che diventano “azione spontanea”

 L’intervento sarà suddiviso in una parte teorico-riflessiva e una parte pratica. La riflessione si interesserà al simbolismo e meditazione che il logo maestro ci propone:

La parte di pratica concluderà l’intervento con un lavoro di shiatsu agito e vissuto in “modo spontaneo”.

 

“ Le lombo sciatalgie da gravidanza”–  Relatori: Alberto Giunta e Mary Leccisi

Laozi: “Dal Dao è nato l’Uno. L’Uno genera il Due. Il Due produce il Tre, il Tre crea tutti gli esseri”

Ci riporta all’immagine del terzo paradiso di Michelangelo Pistoletto.

Come lui diceva: “Nascita di una nuova civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza”, la gravidanza è l’espressione del due che genera il tre e la nascita può rappresentare  quindi  il terzo paradiso (in lingua persiana: giardino protetto).

E sempre riprendendo le parole di Pistoletto: “Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita”, quale migliore occasione di prendersi cura e proteggere la donna che si trova in stato interessante? Lo Shiatsu lo può fare accompagnando la donna durante le fasi della gravidanza alleggerendo i disturbi fisici ed emozionali che spesso si manifestano. Tra i disturbi fisici le lombalgie e lombo sciatalgie sono quasi spesso presenti a causa della postura che cambia per accogliere e far crescere il bambino.

Nella relazione “Shiatsu Namikoshi – lombalgie/lombosciatalgie da gravidanza” presenteremo come “da bravi giardinieri” possiamo prenderci cura della donna affinchè lo “stato di grazia” in cui si trova non venga alterato, ma vissuto in modo naturale e armonico e nello stesso tempo proteggerne “il giardino”, il tre che crea tutti gli esseri, parte della nuova civiltà.

“La metafora del Paradiso in noi e la sua ricerca, i canali straordinari, secondo il pensiero Taoista”  –  Relatore: Fabrizio Bonanomi con la partecipazione di Monica Borio e Valentina Dernini (Gruppo Arte FISieo) 

Il contenuto vuole suggerire la necessità di realizzazione dei propri sogni, e mi sembra possa essere in accordo con il titolo del convegno che propone “un terzo Paradiso”, il paradiso in noi e la sua ricerca, in sostanza la realizzazione dei propri sogni, da questo punto di vista.

Mi avvarrei del contributo di un grande poeta e cantautore contemporaneo, Fabrizio De Andrè, che in una delle sue canzoni (poesie) esprime molto il concetto.

Gli agganci per tutto questo, che descriverei usando la chiave della metafora, si avvicinano molto alla comprensione ed all’utilizzo delle strutture di alcuni meridiani straordinari della medicina cinese.

In conclusione, ripercorrendo le metafore contenute nella poesia/canzone di De Andrè, si propone l’utilizzo delle strutture dei meridiani curiosi (Ren e DuMai), per far percepire all’uomo la capacità di spiccare il volo, per arrivare laddove i sogni si realizzano dentro di noi. Proposta di trattamento straordinario dei due meridiani curiosi.

  Meditazione con i suoni a cura di Francesca De Franceschi

La capacità dell’uomo di integrarsi, tra natura e artificio, passando per una rigenerazione del proprio essere, vede in queste brevi sessioni di meditazione con suoni, un ritorno dal profondo sé. Il Tutto in noi come espressione di qualcosa di più grande, una forza Creatrice capace di trasformarci e di trasformare l’altro. Tutto suona e risuona quotidianamente nel nostro essere. La coscienza del proprio canto rifrette e sincronizza ciò che sta vicino a noi. La possibilità di essere i primi trasformatori, la potremmo avere solo se riconosciamo la nostra frequenza e ci rimettiamo a disposizione della frequenza Generatrice del creato. Bagno di Gong e suoni Specchio accompagneranno la nostra evoluzione.

 

“Lo Shiatsu in corsia: Trattamento dei bambini nei reparti oncologici”   Relatore: Gabriella Poli

 

Dall’Ottobre 2015 faccio parte di un gruppo di Volontari che, sotto il controllo dei Medici responsabili e del Personale Sanitario del Reparto interessato, offrono trattamenti Shiatsu ai bambini oncologici ricoverati nel Reparto di Onco-Ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

I trattamenti Shiatsu offrono a questi piccoli riceventi un importante sostegno in un momento così critico della loro vita.  Lo Shiatsu può infatti aiutarli a controllare e ridurre gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche a cui sono sottoposti, può ridurre dolori e disagi e offrire loro un momento di rilassamento e di pace per aiutarli a sopportare lo stress a cui sono continuamente sottoposti.  Lo Shiatsu sostiene la loro energia vitale anche se a volte si ha la sensazione che sia solo una piccola luce immersa nel buio della malattia.

Questa nostra esperienza è stata, e continua ad essere, estremamente profonda ed intensa.  Abbiamo dovuto essere sempre molto prudenti e attenti e adattare i nostri trattamenti alle particolari condizioni dei nostri piccoli riceventi, ai loro bisogni, alle loro possibilità e soprattutto ai loro limiti.

Abbiamo quindi sperimentato che non c’è un “approccio classico”, non ci sono “protocolli”.  La malattia e i trattamenti terapeutici influenzano in modo molto profondo l’energia vitale di questi riceventi e, di conseguenza, dobbiamo essere particolarmente attenti a non iper-stimolare il loro sistema energetico ma piuttosto ad essere costantemente in osservazione ed in ascolto.

Trattamento dopo trattamento, abbiamo sperimentato come il nostro strumento più importante e più potente sia il tocco.  Questi bambini sperimentano ogni giorno un tocco che può essere invadente e a volte doloroso: aghi, cateteri, iniezioni, prelievi, ecc. ecc.  Noi offriamo loro l’esperienza di un tocco che ha una qualità completamente diversa:  Il tocco Shiatsu:  un tocco piacevole, rilassante, un tocco che trasmette amore, compassione, comprensione, sostegno, un tocco dove è presente l’energia della Terra e dell’Universo e che entra in contatto con l’essenza della vita.

Presentazione ricerca “Identità, riconoscimento e professionalità dell’Operatore Shiatsu in Italia” –  Relatore: Prof. Marco Ingrosso

“Percorsi di professionalizzazione degli operatori e nuovi assetti dei sistemi di salute”

La L. 4/2013 ha posto le basi per un percorso di sviluppo professionale di alcune discipline e tecniche già operanti ma rimaste finora in una situazione di incertezza istituzionale. Lo shiatsu italiano, con la sua Associazione più rappresentativa, ha deciso di percorrere questa via e ha scelto una strada di approfondimento e trasparenza. Di qui la ricerca sociologica recentemente conclusa (una delle prime e più ampie in Europa) che ha indagato principalmente tre aspetti: quello dello scenario nazionale e internazionale entro cui si situa questo percorso, quello dell’identità e orientamenti culturali prevalenti nel gruppo degli operatori e in quello degli insegnanti; quello delle prospettive occupazionali e degli ambiti di lavoro dei praticanti italiani.

Lo scenario va verso una progressiva diffusione e internazionalizzazione delle pratiche non convenzionali, entro cui lo shiatsu si colloca. Gli orientamenti prevalenti sono favorevoli alla professionalizzazione, ma essa deve risultare compatibile con le caratteristiche e lo stile di vita dei praticanti (di tipo “vocazionale”), come pure con la sua sostenibilità economica. Le prospettive occupazionali ricominciano ad essere moderatamente favorevoli dopo la “grande contrazione” del decennio trascorso mentre i campi di operatività si dividono fra una dimensione riequilibrante e “di benessere” e una di cura e riabilitazione di specifiche tipologie organiche e psico-somatiche diffuse.

Il possibile posizionamento dello shiatsu nel futuro si colloca in vari settori del continuum delle cure: quello della promozione della salute e supporto alla cura di sé, quello delle cure primarie, quello riabilitativo. Tuttavia, da una parte, questo continuum ha necessità di essere ripensato rispetto all’attuale mentre, dall’altra, lo shiatsu deve essere in grado di fornire maggiore documentazione sulla sua azione così che sia possibile istaurare un riconoscimento e una collaborazione virtuosa con le altre professioni sanitarie e di salute.

In conclusione, lo shiatsu italiano è di fronte a importanti sfide e passaggi, ma esso sembra in grado di contribuire ad un miglioramento del benessere della popolazione e alla diffusione di un nuovo orientamento verso la salute, ampliando e qualificando la propria presenza nella società italiana.

Il Terzo Paradiso e le quattro porte” – Relatore: Aldo Ricciotti 

 

 

 

 

 

 

 

“Nella lingua cinese e giapponese la parola salute è composta da due caratteri.

Il primo, Ken, indica l’essere umano e qualcosa che sta dritto, eretto;

il secondo, Ko, significa essere a proprio agio o rilassati dopo essersi liberati da tutto ciò che è estraneo.

All’inizio dell’I-Ching, il classico testo cinese della divinazione è scritto:

“La strada per il Paradiso è la rettitudine”.

Un tradizionale concetto orientale si esprime in termini di “corpo retto e mente

a proprio agio”. Così il secondo carattere si riferisce anche alla posizione e alla

pace mentale. Questi due caratteri, assieme, rendono l’idea di stare dritti, mentre contemporaneamente si è rilassati e a proprio agio.”

Esercizi Zen per immagini pag. 23 S. Masunaga Mediterranee.

Nel corpo umano l’allineamento si ottiene attraverso l’equilibrio e l’armonizzazione delle curve e delle spirali composte da muscoli e articolazioni. Così per accedere alla condizione evocate nei testi citati, occorre avere bilanciato i quatto passaggi tronco/arti e allineato la colonna vertebrale.

Come tutti i simboli, anche quello elaborato da Michelangelo Pistoletto per i Terzo Paradiso, può essere interpretato a vari livelli. Se lo rapportiamo al corpo umano e disposto in verticale, richiama l’allineamento dei “Tre Cinnabri” o dei centri Joden, Chuden e Kaden del Waraku. Siamo nel campo del tre.

Se però consideriamo la orizzontalità, possiamo osservare anche i quattro incroci e, quindi, prenderlo come emblema del bacino e delle spalle.

Quindi la relazione si declinerà tra il campo del tre e quello del quattro, tra le tecniche per il bilanciamento delle quatto cerniere o porte mediante pressioni lungo i Canali per accedere ai tre centri della verticalità, allineando i quali si creano le condizioni per l’accesso alla salute e al Terzo Paradiso.

Quello che possiamo provare a costruire tra noi, secondo quanto riporta più sopra Masunaga. Svolgerò una prima parte teorica mediante audiovisivi della durata di circa quindici minuti per poi passare ad una parte pratica della durata di circa un’ora e mezza con breve raccolta finale di feedback ed una chiusura collettiva.

Vorrei farmi aiutare nella parte pratica da Insegnanti ed Istruttori di Shiatsu Ryu Zo presenti al convegno che fungano da assistenti per facilitare i convenuti.

Il Terzo Paradiso, un racconto – di Francesco Saverio Teruzzi, Coordinatore degli Ambasciatori del Progetto Rebirth/Terzo Paradiso di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto ONLUS

Che cos’è il Terzo Paradiso? Che cos’è il Progetto Rebirth? Ma anche: che cos’è un segno? Che cos’è un simbolo? O forse, più in generale, dovremmo partire da una domanda ancora più aperta: che cos’è l’arte? Certo, poi dovremmo soffermarci su: che cos’è la creatività? Oppure l’immaginazione? O, entrando in un discorso più filosofico, cos’è l’estetica? E quindi, cos’è l’etica?

Per concludere, se alle domande può esserci mai una fine, non possiamo sottovalutare altri due quesiti: chi è Michelangelo Pistoletto? Come artista, uomo, persona, cosa ha fatto?

Forse partendo proprio da queste ultime domande potrà esser più semplice capire perché un artista sente di avere un ruolo che presuppone l’essere libero e quindi, decisamente, l’essere completamente responsabile delle proprie azioni, nei confronti dell’altro, della società, del suo essere sociale.

La semplicità, ecco un termine sul quale soffermarci e magari partire.

Il segno in semiotica, wikipedia in questo ci aiuta, è “qualcosa che sta per qualcos’altro, a qualcuno in qualche modo”, è comunque un sistema di linee, punti, cerchi, ecc. che assume un significato rimandando a un contenuto. Un logo commerciale, ad esempio, è stato prima di tutto un segno. Il simbolo, è comunicazione pura. Deriva dal mettere insieme, comunica, appunto, appartenenza, riconoscimento, ideali, valori. Tornando al web, la prima immagine di simbolo che compare digitando la ricerca è lo Yin e Yang, le due energie contrapposte che si completano nel loro essersi necessarie vicendevolmente.

Il bianco e il nero, il cerchio, la rotazione, la parte dell’uno nell’altro, ecco la semplicità: un simbolo ricco di significati, complesso, ma estremamente facile da comprendere, dove può anche non esser necessaria la spiegazione.

Il segno-simbolo del Terzo Paradiso raccoglie questo senso di semplicità e, anche in maniera del tutto autonoma rispetto al suo creatore, assume di volta in volta significati, contenuti, esempi e, fondamentale, applicazioni sempre nuove e coinvolgenti.

Un segno, un simbolo, che raccoglie la storia artistica di Michelangelo Pistoletto. In principio è stato lo specchio, o meglio la superfice riflettente. Frutto di una crescita personale e artistica che portò Pistoletto a confrontarsi con se stesso attraverso l’autoritratto. Specchio come mezzo esterno per indagare la propria immagine che viene ben presto abbandonato, diventando la superfice riflettente essa stessa tela.

Concettualmente si viene a fissare il presente, la realtà, il momento unico che in se stesso rappresenta la verità, che prima era ipotesi e dopo sarà racconto e, quindi, influenzata da elementi soggettivi che tenderanno a rappresentarla, non potendo restituirla uguale in tutti i suoi fattori. La verità è quindi un punto, che nei quadri specchianti si fissa con l’immagine. Un attimo che fugge tra l’infinito prima e l’infinito poi.

Ma il quadro specchiante non è solo un’immagine, è il mondo conosciuto che in maniera volontaria o involontaria entra nello specchio, c’è quindi un’interazione che ha una durata, un inizio e una fine. Praticamente è come se il simbolo dell’infinito non avesse più un’unica intersezione, ma due.

Due, il rapporto duale, l’uno e l’altro. Lo specchio e Pistoletto ci corrono in aiuto anche in questa analisi. Lo specchio da solo non ha valore, perché manca la sua funzione, che è quella di riflettere, lo specchio quindi è zero. Ponendomi davanti allo specchio, automaticamente, compare anche la mia immagine e quindi siamo due. L’uno perde di valore in quanto singolo e deve considerarsi nel suo confronto con l’altro, un altro uno. Confronto che però non sarà mai la mera somma dei due, sarà sempre un qualcosa di nuovo, una creazione, una terza cosa, sarà 1 + 1 = 3.

Semplicità dicevamo, di un simbolo che per sei mesi ha rappresentato la Missione VITA dell’Agenzia Spaziale Italiana nell’orbita terrestre, un viaggio nello spazio che è la risultante di una miriade di cose complicate che ce lo fanno apparire quasi facile. Come inviarsi un filmato tramite whatsapp o arrivare dall’altra parte del mondo in 12 ore.

La semplicità del simbolo del Terzo Paradiso è proprio in questo, nell’essere continua proposta, nel dare pari dignità a cose diverse o uguali, opposte o convergenti, al vuoto come al pieno, perché l’uomo, la persona, la società hanno bisogno dell’interazione ed esistono perché 1 + 1 = 3.

Michelangelo Pistoletto ama dire che lui non ha inventato nulla, che ha semplicemente svelato, combinandoli, degli elementi che erano già presenti sotto gli occhi di tutti.

Paradiso, dal persiano pairi-daeza “giardino recinto”, trova così un significato non religioso, ma di sostanza, indicando nel suo avvicendarsi tra il primo e il secondo un’alternanza discontinua e, per certi versi, pericolosa.

Pistoletto definisce il primo paradiso come quello naturale, di quando eravamo dentro la mela; il biblico morso è quindi la nascita del secondo paradiso, l’artificio o la tecnologia, che però mangia la mela disinteressandosi completamente del fatto che è essa stessa il suo nutrimento futuro e che avrà una fine. Mela che, però, per quanta buona volontà potremmo metterci, non potrà più tornare nella sua forma primordiale, anche perché noi non siamo disponibili a rinunciare all’energia elettrica, agli smartphone, a Facebook!

Si può però convergere verso il suo rispetto, verso le buone pratiche, anche se piccole, verso un’armonia tendente al ripararla, a reintegrarla anche e soprattutto grazie alle nuove tecnologie, rappresentate dai punti di sutura nella grande Mela reintegrata, omaggio alla Città di Milano, che accoglie il visitatore di fronte alla Stazione Centrale.

Il Terzo Paradiso è il cerchio centrale, dove l’io e il tu diventano noi; dove il più e il meno diventano energia; dove la tesi e l’antitesi diventano sintesi; dove il passato e il futuro si rispecchiano nel presente, creando un’idea di responsabilità sociale, e quindi di ognuno di noi, nei confronti del tutto che ci circonda.

Nel 2012 Pistoletto ha poi un’intuizione: non credendo che il 21 dicembre di quell’anno il mondo finisca, secondo la dilagante profezia attribuita ai Maya, decide di effettuare una “chiamata al cambiamento” istituendo il Rebirth-day.    Il Worldwide Day of Change vedrà la partecipazione di persone, gruppi, associazioni, comunità, che durante le 24 ore in tutto il mondo si alterneranno in performances artistiche, installazioni, seminari, con un unico intento: testimoniare la propria adesione a una trasformazione responsabile della società.

Caracas, Parigi, Auckland, Johannesburg, Roma, New York, Gerusalemme, Torino, Yaoundè, Quito, Milano, Sarajevo, Firenze, Bruxelles, Istanbul, Lecce, Osaka, Guimaraes, Land’s End, Fort-de-France, Palermo, Maracaibo, Sanremo,  ecc. ecc. Tutto il mondo partecipa, tutto il mondo collabora, tutto il mondo ci crede. Il successo è incredibile e non può non tenersene conto. Il Rebirth-day diventa un dvd, che viene presentato al Louvre insieme al film Twenty-one-Twelve, the day the world didn’t end del portoghese Marcos Martins, e sarà parte integrante del catalogo della personale di Pistoletto Année 1 – Le Paradis sur Terre.

Il Rebirth-day diventa un progetto artistico. In un incontro a Cittadellarte a Biella, voluto da Michelangelo per ringraziare le persone che attivamente avevano aderito all’evento, sono esse stesse a chiedere di continuare, a chiedere che un evento unico diventi ricorrenza, a chiedere che la propria esperienza diventi attività giornaliera: nascono gli Ambasciatori del Terzo Paradiso.

Dal 2012 a oggi gli Ambasciatori crescono di numero, attualmente sono 130, gli eventi si moltiplicano, più di 800 nel mondo, così come si moltiplicano le persone che consapevolmente si avvicinano al Terzo Paradiso, una stima approssimativa è di due milioni e mezzo di partecipanti. I contenuti del Terzo Paradiso entrano nelle Organizzazioni Internazionali, nella politica (non partitica), nell’economia, nella didattica. Attraverso i Forum demopratici parla di cambiamento a La Havana, Milano, Tirana, Melbourne e a breve a Jakarta e Roma.

Nel 2016 l’incontro con lo shiatsu. Attraverso la Vis FISieo, l’inizio di un rapporto che ha già visto coinvolgere alcune delle sedi regionali FISieo e la partecipazione al convegno Shiatsu, l’arte della salute che aiuta la scienza organizzato a Roma durante la settimana dell shiatsu 2016. Rapporto che prosegue, che ha visto la produzione di alcune attività artistiche (con il coinvolgimento del progetto internazionale KIDS’Guernica) e che ci porterà a condividere ancora una volta una comunità d’intenti ad aprile, durante il XXIX Convegno Nazionale FISieo.

Il Terzo Paradiso, un simbolo, un’identità, una comunità, la demopraxia (potere del fare).